giovedì 2 settembre 2010

COMMEMORAZIONE ANNIVERSARIO ASSASSINIO DI GIORGIO AMBROSOLI

Il 12 luglio si è commemorato in diversi luoghi del nostro paese il 31° anniversario dell’assassinio di Giorgio Ambrosoli. Sul lago Maggiore è stato ricordato dove a lungo aveva soggiornato, a Meina e soprattutto a Ghiffa, nel cui cimitero è sepolto. Qui a lui è intitolato il lungolago, dove, davanti al municipio ed alla lapide che lo ricorda, si è tenuta una piccola cerimonia, con la partecipazione di familiari, cittadini, autorità e rappresentanti dell’associazione “Libera”, fra i quali io stesso, da Arona e da Verbania. Libera ad Ambrosoli ha intitolato il proprio presidio locale. Qualche giorno prima era uscito in libreria un saggio dal titolo “Giorgio Ambrosoli. Nel nome di un’Italia pulita” (ed Aragno) a cura di Sandro Gerbi, storico e giornalista. Il saggio contiene riflessioni aggiornate, testimonianze. In quella del figlio Umberto appare una constatazione significativa : che il padre, un moderato, è stato apprezzato e difeso soprattutto in un’area progressista, lontana dalle sue idee : “Qui risultavano trovarsi soprattutto le persone che mi apparivano sostenere le nostre idee di giustizia, di coerenza, di linearità. Evidentemente troppo spesso in quello che Stajano ha chiamato l’ovattato mondo del moderatismo si è portati a preferire l’interesse personale a quello generale. Mio padre ha fatto il contrario, senza rinunciare alle proprie idee”. Il libro contiene anche una breve ricostruzione dei fatti. Ed i fatti restano quelli che ogni anno sento il dovere di ricordare per chi non li conoscesse e soprattutto per i giovani. Si svolsero fra il 1974 ed il 1979. Il resoconto più completo sta nel famoso libro di Corrado Stajano dal titolo “Un eroe borghese” (ed Einaudi). Il 12 luglio 1979 Giorgio Ambrosoli venne assassinato a Milano, sotto casa, da William Aricò, un killer di Cosa Nostra ingaggiato negli USA per conto di Michele Sindona. Aveva moglie e tre figli piccoli. Nel 1974 Ambrosoli, moderato, cattolico fervente, di professione avvocato civilista, con spirito da civil servant aveva accettato l’incarico di commissario liquidatore e, con ciò, il difficile compito di fare chiarezza nella colossale bancarotta di Michele Sindona, il banchiere di origini siciliane al centro di uno scandalo e di un crac finanziario di enorme portata della Banca Privata Italiana. All’incarico Ambrosoli era stato chiamato dal ministero del tesoro su indicazione di Guido Carli, allora governatore della Banca d’Italia. Vi si applicò con competenza e tenacia, affrontando crescenti intimidazioni e poi sempre più esplicite minacce. Perché molti volevano che accettasse proposte di salvataggio che avevano sempre in comune due cose: che Sindona, che si era impossessato di tutta la liquidità, restasse impunito e che a rimetterci, coprendo il buco, fosse la Banca d’Italia, cioè la comunità nazionale. Ambrosoli era talmente consapevole dei rischi che stava correndo, che nel 1975 scrisse a sua moglie Annalori una lettera testamento che ancora oggi muove i sentimenti più profondi e che dovrebbe essere fra le letture scolastiche. Ne è stata fatta una lettura davanti alla sua lapide : “Anna carissima,….è indubbio che, in ogni caso, pagherò a molto caro prezzo l’incarico…non mi lamento affatto perché per me è stata un’ occasione unica di fare qualcosa per il mio paese… A quaranta anni, di colpo, ho fatto politica e in nome dello stato e non di un partito…ed ho sempre operato solo nell’interesse del paese, creandomi ovviamente solo nemici. Qualunque cosa succeda, comunque, tu sai cosa devi fare e sono certo saprai fare benissimo. Dovrai tu allevare i ragazzi e crescerli nel rispetto di quei valori nei quali noi abbiamo creduto…Abbiano coscienza dei loro doveri verso se stessi, verso la famiglia nel senso trascendente che io ho, verso il paese, si chiami Italia o si chiami Europa… Sarà per te una vita dura, ma sei una ragazza talmente brava che te la caverai sempre e farai, come sempre, il tuo dovere costi quello che costi.”
“Qualunque cosa succeda. Storia di un uomo libero” (ed Sironi) è il titolo di un bellissimo saggio e ricordo pubblicato nel 2009 con prefazione di Carlo Azeglio Ciampi e scritto dal figlio di Giorgio, Umberto Ambrosoli, che nel 1979 aveva 6 anni.

Mauro Ramoni. 12.07.2010

N.D.R. : Michele Sindona, estradato dagli USA e condannato all’ergastolo per omicidio, nel 1996 è morto nel carcere di Voghera dopo aver bevuto un caffè avvelenato. William Aricò, condannato ed incarcerato negli USA, nel 1984 è morto durante un tentativo di evasione.

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